Mancini (famiglia)

Da Aristopedia.

Stemma della famiglia Mancini
Stemma della famiglia Mancini



Mancini è il cognome di una famiglia nobile italiana originaria di Roma, che in epoca moderna raggiunse il massimo splendore in seguito alle nozze nel 1634 di Michele Lorenzo Mancini con Geronima Mazzarino, sorella del potentissimo cardinale Giulio Mazzarino, uomo politico francese di origine italiana. I loro titoli e feudi furono numerosi: Duchi di Nevers e Donzy, Principi di Vergagne e del Sacro Romano Impero, Pari di Francia, Grandi di Spagna di prima classe, Marchesi di Fusignano, Conti di Montefortino, Visconti di Clamecy, Baroni di Tardello, Tumminii ed Ogliastro, Signori di Clay en Brie, nobili romani, patrizi veneti etc. Furono insigniti dell' Ordine del Toson d'oro, dell' Ordine dello Spirito Santo, dell'Ordine di San Michele, del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, e tanti altri.

L'umanista Marco Antonio Altieri (1457-1537) ne "Li Nuptiali", una importante raccolta di notizie sulla Roma cinquecentesca, con classificazione delle famiglie nobili, li annovera fra le famiglie nobili romane.

Indice

Origini

Stemma della famiglia Mancini-Mazzarino
Stemma della famiglia Mancini-Mazzarino

Secondo la leggenda affondano le radici millenarie nel suolo italico e vantano discendenza dalla "Gens Hostilia", della quale un ramo assunse il cognome Mancinus e di cui L. Hostilius Mancinus fu Console nel 608 "ab urbe condita".

Storia

I Mancini, che risalgono all'XI secolo, in origine erano chiamati de Lucij o Lucii. Cambiarono nome nel XV secolo, e il motivo araldico dei pesci lucci che alzano nello stemma dei Mancini richiama il cognome originario della casata. Il primo rappresentante certo della famiglia è Lucio Mancini che visse nel 990. Molti suoi membri furono Conservatori all'Urbe, ufficiali reggenti lo stato con grande autorità. La famiglia dette due vescovi, Antonio, vescovo di Venafro e Matteo, vescovo di Sora e nei secoli ebbe varie diramazioni (a Fermo dal 1160 diede alla città Priori, Consoli, Gonfalonieri e Dottori):

  • Ramo di Sicilia: originato da Giacomo Mancini, che per sfuggire alle persecuzioni di Vitelleschi, tiranno di Roma, nel 1256 si trasferì in Sicilia; da lui discesero i Baroni di Tardello, Tumminii e Ogliastro.
  • Ramo di Napoli: originato da Domenico Nicola Mancini che fu creato marchese di Fusignano il 6 giugno 1535 dal principe Francesco d'Este, figlio del duca Alfonso I d'Este e che nel 1527 si trasferì nel Regno di Napoli. Questo ramo fu ricevuto nell' Ordine Militare di Alcàntara e nell' Ordine costantiniano di San Giorgio, fu reintegrato nel patriziato romano nel 1745 ed ebbe come più illustre rappresentante il conte Pasquale Stanislao Mancini (1817 – 1888) insigne giurista, scrittore e tre volte ministro del Regno d'Italia (istruzione, giustizia, esteri).
  • Ramo di Nevers: originato da Michele Lorenzo (†1660 c.a.), barone romano, negromante ed astrologo, sposato a Geronima Mazzarino (1614 – 1656), sorella del cardinale Giulio che introdusse la famiglia alla corte di Francia; da questo matrimonio nacquero:
Tra i loro discendenti ci furono anche:
Stemma del Ramo di San Vittore
Stemma del Ramo di San Vittore

Ramo di San Vittore

Ramo collaterale della famiglia Mancini, sottoramo del ramo di Napoli, che si formò nella prima metà del XIX secolo ed ebbe come capostipite il conte Antonio, nobile dei marchesi di Fusignano e nobile romano. Il figlio Giuseppe, dandy della Belle-époque, sposò nel 1882 la nobile donna Maria Antonietta Marinelli (+ San Vittore del Lazio 1914) figlia del nobile campano Vittore dei marchesi Marinelli dalla quale ebbe sette figli tra cui: Carlo Alberto Antonio (San Vittore del Lazio 1883- Roma 1940) che sposò nel 1911 Maria Concetta Cassone (San Vittore del Lazio 1886-1965) ed ebbe: Antonio (San Vittore del Lazio 1915- Lido di Ostia 1990) sottufficiale dell'esercito italiano; nel 1938 fu attendente del Maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani e durante la seconda guerra mondiale combatté nell'VIII Corpo d'Armata sul fronte greco-albanese; nel 1943 in Jugoslavia fu fatto prigioniero dai tedeschi ed internato ad Hohenstein in Sassonia da cui fuggì nel 1945; successivamente ricevette la Croce al merito di guerra. Nel 1951 sposò la nobile donna Giulia De Dominicis (Collepietro 1930- Lido di Ostia 1988) figlia del nobile abruzzese Michele Alfonso De Dominicis (Collepietro 1907- Roma 1960), Commendatore dell’ Ordine al merito della Repubblica Italiana, da cui ebbe due figli tra cui Adriano Fulvio Mario (Roma 1952) imprenditore nel campo pubblicitario, membro della Società Genealogica Italiana, Commendatore del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme che nel 1977 ha sposato la nobile siciliana donna Susanna Grazia Elisabetta La Longa (Roma 1955) dalla quale ha avuto Federico Adriano Mario (Roma 1979) dott. in Scienze Politiche, imprenditore agricolo e membro dell' Accademia Araldica Nobiliare Italiana che nel 2009 ha sposato la nobile siciliana donna Maria Emanuela Amato Scirè dei duchi di Caccamo (Roma 1981) e Lavinia Susanna Giulia (Roma 1987).

Titolatura

La famiglia è iscritta nel Registro della Nobiltà Italiana con i seguenti titoli: Conti (m.), Nobili dei Marchesi di Fusignano (mf.), Nobili romani (mf.), ed inoltre è presente nell' Albo d'Oro delle Famiglie Nobili e Notabili Italiane ed Europee dalla XII edizione e nell' Elenco dei Titolati Italiani.

Armi

  • D'azzurro a due pesci d'argento in palo (Stemma antico). Arma rappresentata nel Blasonario Generale Italiano.
  • Nel primo d'oro con due bande d'azzurro; nel secondo d'azzurro, con due pesci mancini d'argento posti in palo (Ramo di Sicilia)
  • Nel primo di rosso al leone al naturale tenente con le zampe anteriori una spada nuda in palo; nel secondo d'azzurro a due pesci al naturale in palo (Ramo di Napoli)
  • Di rosso al leone al naturale tenente con le zampe anteriori un pesce d'argento in palo (Ramo di San Vittore e rami minori derivati da quello di Napoli)
  • Inquartato nel primo e nel quarto d'azzurro, all'ascia d'arme d'argento nel mezzo di un fascio d'oro legato d'argento, posato in palo, e una fascia di rosso broccante sul tutto caricata di tre stelle d'oro (Mazzarini); nel secondo e nel terzo d'azzurro a due pesci d'argento in palo (Mancini)

Bibliografia

  • T. Amayden, La Storia delle Famiglie Romane (con note ed aggiunte di C. A. Bertini), Roma 1907
  • Giovan Battista di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, vol. II, ed. A.Forni, Bologna 1886-1890
  • Albo d'oro delle famiglie nobili italiane, Vol XII, 1984, pag. 393 e Vol XIII, 1992, pag. 450
  • Dott. A. Mango di Casalgerardo, Nobiliario di Sicilia, Bologna 1912-1915 e Palermo 1915-1918 Vol. I (A-M )
  • De La Chenaye-Desbois e Badier, Dizionario della Nobiltà, III Edizione, Tomo 13, Parigi 1868
  • Claudio Rendina, Le grandi famiglie di Roma, Newton & Compton Editori, Roma 2004
  • Giulia Datta De Albertis, I favolosi Mancini, nipoti di Mazzarino alla ribalta europea. Milano. Ceschina. 1969

Fonti

  • Archivio Mancini, 204 buste, secc. XIX-XX: archivio gentilizio privato dei conti Mancini del ramo di San Vittore contenente documenti cartacei di fine ' 800 ed inizi del ' 900 relativi alle attività di famiglia, documentazione relativa alla gestione ed amministrazione dei beni della famiglia e a varie attività imprenditoriali fondamentale per una storia economica del Lazio meridionale e di San Vittore allora facente parte integrante del borbonico Regno delle Due Sicilie, elenco dei beni di famiglia in Francia, nello Stato Pontificio, nel Regno di Napoli, in Sicilia e in Piemonte, tavole genealogiche accurate, elenco di titoli nobiliari, motti e stemmi della famiglia, notizie storiche sulla stessa e di varie famiglie loro imparentate, documentazione del ' 700 relativa alla gestione del ducato di Nevers, fonti storiche, registri e "Istrumenti" relativi alle vicende della famiglia, e lettere
  • Archivio di Santa Maria Nuova: archivio ecclesiastico contenente un Istrumento romano con menzione della famiglia del 1061

Voci correlate

Collegamenti esterni

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