Palazzo Lupis di Molfetta

Da Aristopedia.

Palazzo Passari poi Lupis, oggi Lioy-Lupis

Ritratto di don Gaetano Lioy Lupis nella chiesa del Purgatorio di Molfetta, opera di Liborio Romano
Ritratto di don Gaetano Lioy Lupis nella chiesa del Purgatorio di Molfetta, opera di Liborio Romano

Il palazzo è databile tra la fine del XVI secolo e l’inizio del XVII, grazie alle iscrizioni incise alla sommità del corpo scala. Si può ipotizzare che siano stati costruiti tre edifici indipendenti, fra cui quello centrale, al civico 32 di via Amente, su committenza di Mario Passari, e che, all’inizio del seicento Giovanni Leonardo Passari restaurò il palazzo annettendo i due edifici confinanti, rendendo unitaria la facciata tramite la cornice terminale e la caratterizzazione delle finestre. L’accorpamento dei tre edifici si realizzò con Marzio Passari. Probabilmente nella seconda metà del secolo XIX è stato aggiunto il terzo livello che occupa solo una parte dell’area del palazzo. Il 1° marzo 1774 Francesco Saverio Severi di Giovinazzo vendeva al sacerdote Orazio Lupis l'intero quarto soprano del palazzo, consistente "in dieci cam(e)re con tutta la sala, e con esso quarto ... vari membri sottani, cioè la cantina sotto l'istesso palazzo, due cam(e)re sottane, una contigua all'altra, una delle quali corrisponde colla porta alla pub(li)ca strada ... con dentro pescara, e piscina da oglio, ed uno stallone,....." Il 30 luglio 1862 moriva Marianna Lupis. Il 10 febbraio 1863 gli eredi si dividevano i beni della defunta zia. Francesco Lioy Lupis riceveva il rimanente terzo del piano nobile, mentre al fratello Gaetano andavano le restanti terze parti degli immobili di cui era già proprietario. In tal modo, alla data del 1863, l'immobile era di proprietà di Francesco e del sacerdote Gaetano, figli dei coniugi Michele Lioy e Caterina Lupis, donde il nome di palazzo Lioy Lupis.

Il doppio stemma di famiglia è presente nell’affresco sulla volta dell’androne del Palazzo e testimonia l’unione delle due famiglie in seguito al matrimonio tra Michele Lioy e Caterina Lupis. Degno di nota il porticato cinto da balaustre e busti antropomorfi.

Bibliografia

  • PISANI C., Palazzo Lioy-Lupis , in “L’Altra Molfetta”, giugno 2001
  • PISANI C., Le Torri dei Molfettesi, Molfetta, 2000, pagg. 187. 189, 190, 192
  • DE GENNARO G., Storia dell'edilizia del centro antico di Molfetta, in "Archivio storico pugliese" XXX, 1977, pp. 277-305
  • MEZZINA N., Il borgo di Molfetta e la città nella storia, in "Politica e Mezzogiorno", 16, 1979, pp. 77-92
  • LA PIANA A. - MONGELLI E. - SCIANCALEPORE A., Da una ricerca storico-documentaria, un'ipotesi sullo sviluppo urbanistico di Molfetta tra l'XI e il XVI secolo, in "Continuità", 1-2, 1989, pp. 67-72
  • AA.VV., Atlante del barocco in Italia: terra di Bari e Capitanata, Roma, 1996, pp. 552-556: Vedi anche in rete

Voci correlate

Strumenti personali