Soragna
Da Aristopedia.
Soragna è un comune di 4.672 abitanti della provincia di Parma.
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Storia
Le origini di Soragna risalgono all'epoca longobarda: in un documento del re Liutprando dell' 8 agosto 712 è citata per la prima volta come possesso della famiglia Lupi. Dal 1198 è menzionata come marchesato della potente famiglia feudale dei Lupi, mentre la vicina Castellina fu in possesso della famiglia dei Pallavicino. Il titolo di marchesi "ab immemorabili" fu sempre sotto forma di investitura feudale, sebbene le terre avessero origini di beni allodiali della famiglia.
Feudo imperiale, nel 1347 venne confermato il titolo di marchesato (titolo conferito dall'imperatore Carlo IV) a Ugolino, Raimondino e agli eredi maschi della famiglia signorile dei Lupis (Soranea Luporum).
Il feudo e la rocca dei Lupi passò per eredità nel XVI secolo alla famiglia Meli, nobili veneti di origini cremonesi, che ne associò il nome (Meli-Lupi) e di cui ne è tuttora titolare e proprietaria. Dal 1709 Soragna è elevata a principato, con il diritto di battere moneta (titolo conferito dall'imperatore Giuseppe I). E' interessante notare come il feudo di Soragna abbia ricevuto nei secoli continua conferma del suo status imperiale, indipendentemente dai sovrani che governarono lo stato di Parma. Questo documenterebbe, sia pure in linea formale, la sostanziale e persistente indipendenza del piccolo stato di Soragna fino ai nostri giorni, non essendo stato inserito, nel 1860, nell'elenco degli stati soppressi con la Restaurazione e successivamente annessi al Regno d'Italia.
Luoghi di interesse
Nel 1385 il duca di Milano Gian Galeazzo Visconti, supremo signore della zona, concesse ai marchesi Lupi di costruire l'attuale Rocca, in seguito trasformata, alla fine del XVII secolo, in residenza signorile.
Al nucleo più antico del borgo si è affiancato nel XVIII secolo una parte nuova che s'incentra intorno alla caratteristica piazza circondata da portici su cui si affaccia il coevo Palazzo Municipale. La chiesa parrocchiale di San Giacomo (1755), dedicata alla S. Famiglia, custodisce interessanti opere d'arte come il gruppo statuario del Cristo morto, opera di Alvise da Cà (1701) e l'organo del 1803 costruito dai fratelli Serassi. Interessante anche la chiesa di San Rocco (XVII secolo) e quella della B. Vergine del Carmine, eretta per ordine del marchese Diofebo Meli Lupi nel 1661. Caratteristico è l'oratorio di S. Antonio, sulla piazza principale, ricco di una elegante decorazione a stucchi (1696), opera di Francesco Galli da Bibiena.
Nel 1855 fu costruita la Sinagoga, detta "Casa Grande degli ebrei", in stile neoclassico con l'adiacente scuola, adesso adibita a Museo ebraico che raccoglie arredi e documenti delle scomparse comunità israelitiche del ducato di Parma.
La Rocca
La Rocca di Soragna fu edificata, verso il 1385, su concessione del duca Gian Galeazzo Visconti di Milano, supremo signore della regione, dai cugini Bonifacio e Antonio de Lupis, distintisi nel mestiere delle armi e marchesi del luogo. E' a pianta quadrata ed originariamente era completamente circondata da un fossato, di cui adesso rimane solo una parte sul lato meridionale e quello orientale; aveva quattro torri angolari quadrate ed una al centro della facciata di cui si rilevano ancora le forme. Nel corso del XVI secolo, i Meli Lupi provvidero alla sua trasformazione in una residenza signorile, resa fastosa per i proprietari e la corte nel secolo successivo. Di notevole suggestione sono la "Sala delle Grottesche", con affreschi di Cesare Baglione (1580), la sala de "Il Bocchirale", la "Sala rossa" arricchita dai ritratti di Giampaolo IV Meli Lupi e sua moglie Ottavia de' Rossi di S. Secondo, l'imponente "Sala degli stucchi" affrescata dai Bibiena ed infine la lunga "Galleria dei poeti", con la raffigurazione di dodici tra i maggiori poeti, che si affaccia sul laghetto del parco sottostante. Al piano superiose si trova la Sala detta "dei trionfi Lupisiani" con affreschi illustranti le glorie del Casato e la "sala del Trono", arricchita da drappi di velluto, broccati e stucchi ed intagli in oro zecchino. Qui sotto un imponente baldacchino, i signori feudali ricevevano le visite ufficiali. La graziosa cappella di famiglia custodisce le tombe di Ugolotto Lupi (1351) e di Francesco Meli Lupi (1669) con apposto una curiosa iscrizione funeraria: Quivi giace a marcir entro l'avello nudo, senza vigor, vile, fetente un lupo per venir celeste agnello. Di particolare interesse anche il parco reso "all'inglese" verso il 1820.
Gemellaggi
- Banska Stiavnica

